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Il misterioso passaggio sotterraneo di Sassoleone

Geo-Net ha partecipato alla campagna di ricerca di un tunnel nascosto ma mai dimenticato

martedì 31 agosto 2010



passaggio sotterraneo a Sassoleone

Il 15 agosto 2010 è stato presentato a Sassoleone, nell'ambito della tradizionale Festa del Ritorno, un video che ha ripercorso la storia della piccola frazione del Comune di Casalfiumanese, dal 1079 ai giorni nostri.

"Accadde a Sassoleone. Tra passaggio e presente" è il titolo del filmato, realizzato dalla "Fuori Tempo Produzioni", il cui tema conduttore è tratteggiato dalla ricerca di un antico tunnel sotterraneo che attraversava la piazza della Chiesa fino al Palazzo, chiamato da tutti Tàn de Basàléc (Tana del Basilisco) e attorno al quale ruotano infinite leggende.

Per questo motivo, gli autori del filmato (Massimo Bacchi e Alessandro Lanzoni) hanno voluto coinvolgere GEO-NET nel progetto di ricerca, il quale si è articolato in una serie di indagini (dirette ed indirette) volte a verificare la possibile presenza del misterioso passaggio sotterraneo.
Il lavoro è stato svolto in un arco di tempo piuttosto ampio che ha coinvolto i nostri tecnici in varie fasi comprese fra la metà di dicembre 2009 fino all'estate estate successiva.

Lo studio e le indagini sono stati coordinati dal geologo Tiziano Righini con l'ausilio di alcuni colleghi e collaboratori: le verifiche geofisiche sono state effettuate dal dott. Giulio Dal Forno e dal dott. Paolo Durante, mediante l'impiego di sismica a rifrazione e georadar, i sondaggi a carotaggio continuo sono stati effettuati dal dott. Paolo Garavini e da Andrè Kiteso Kasuku, mentre degli scavi superficiali se ne è occupata la ditta Pozzi s.r.l. di Casola Valsenio.

La campagna geognostica si è articolata in tre diverse fasi.

La prima ha previsto la realizzazione di 3 sezioni tomografiche (mediante impiego di strumentazione geofisica a rifrazione) il cui scopo è stato quello di individuare, preliminarmente, l'eventuale presenza di anomalie nel sottosuolo che potessero indicare la presenza del tunnel. Dai risultati ottenuti da questa prima fase di indagine è stata effettuata una prima interpretazione dell'assetto geologico e stratigrafico del sottosuolo che non evidenziava particolari distorsioni, se non lungo il profilo tracciato in adiacenza alla piazza della Chiesa. L'andamento delle isolinee ottenuto dall'elaborazione della tomografia poteva infatti far presagire la presenza di una ipotetica struttura, geometricamente regolare, posta a quote relativamente poco profonde dal piano di campagna.

Scopo della successiva fase di indagine è stato quindi verificare quanto ipotizzato in prima battuta mediante la realizzazione di indagini dirette sull'area che aveva mostrato le anomalie più evidenti, tramite l'impiego di un escavatore meccanico e di una perforatrice per la realizzazione di due sondaggi a carotaggio continuo. I risultati di tali verifiche hanno però evidenziato un quadro differente da quanto atteso, in quanto il sottosuolo è risultato generalmente omogeneo e costituito da un substrato roccioso, fatto salvo alcune particolarità dovute al ritrovamento di un vecchio pozzo (di diametro pari a circa 1,5 metri) nel giardino adiacente la piazza della Chiesa e alla presenza di una cavità (presumibilmente riconducibile ad un'ampia frattura della roccia) osservata durante l'esecuzione di uno dei sondaggi a carotaggio continuo.

Alla luce di quanto osservato è stata effettuata una terza ed ultima fase di analisi che ha previsto la ripetizione dell'indagine geofisica a rifrazione, la quale ha comunque fornito un risultato del tutto identico a quanto ottenuto nella prima fase, a dimostrazione che l'analisi era stata svolta in maniera regolare; quindi la medesima area è stata indagata mediante un georadar. L'impiego di tale strumentazione si è dimostrata risolutiva per comprendere che la presenza dell'andamento anomalo osservato lungo la sezione tomografica eseguita in adiacenza alla piazza della Chiesa, era stato generato dalla presenza di alcuni materiali sepolti (presumibilmente riconducibili a macerie) in particolare concentrati in adiacenza al campanile, dove non sono stati effettuati scavi o sondaggi.

A conclusione dell'articolata campagna si può quindi affermare che il "mistero della Tàn de Basàléc di Sassoleone" permane in quanto, in corrispondenza delle aree studiate, non si sono riscontrate evidenze riconducibili alla presenza del passaggio sotterraneo; tuttavia, la passione e l'entusiasmo trasmessoci dagli abitanti sassoleonesi, durante questi mesi, ci sprona nel dare continuità alla collaborazione che si è instaurata, fino a quando non sarà risolto l'enigma.

GEO-NET coglie l'occasione per ringraziare personalmente Massimo Bacchi e Alessandro Lanzoni per la grande ospitalità dimostrata durante questi mesi e per l'interessante opportunità professionale affidatale.


Il filmato "Accadde a Sassoleone. Tra passaggio e presente" è stato distribuito in 500 copie, ed è visibile integralmente anche sul web all'indirizzo www.fuoritempo.tv

 



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